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<< - 30 - >> tratto da Domenica 12 aprile 2009   di Angela Nicoletti

titolo del quotidiano Gentile sottosegretario Guido Bertolaso, sono Sergio Bianchi, il papà di Nicola. Mio figlio è uno degli studenti universitari rimasto ucciso dal terremoto. Il mio ragazzo, insieme a tanti altri giovani vite ciociare spezzate, era a l’Aquila per costruirsi un futuro. Gentile Bertolaso, io come papà di Nicola ma anche di Giulia, Marco, Armando, Jenny, Vincenzo e tutti gli altri compagni di studi di mio figlio, Le scrivo questa lettera non per rimproverarLa o non per accusare lo Stato. Ho preso carta e penna perché in questo momento di grandissimo dolore, di immensa disperazione, noi genitori rimasti senza una parte di cuore, abbiamo il diritto di capire, di sapere per quale motivo nessuna delle Autorità preposte in provincia de l’Aquila abbia deciso di chiudere l’Università una settimana prima, come invece è stato fatto per le scuole elementari, materne e medie. Vede gentile Vice-ministro Bertolaso Lei non sa, non immagina neanche quanti sacrifi io ed tanti altri genitori, non solo ciociari, abbiamo fatto in questi anni per far studiare i nostri ragazzi. Turni lavorativi di ventiquattro ore per ottenere qualche straordinario. Ferie trascorse a casa per poter consentire a Nicola di comprare i libri. Lo stesso mio bellissimo ragazzo era il primo, nonostante gli ottimi voti, a cercare una fonte alternativa di reddito per non gravare sul bilancio familiare. A casa nostra, signor Vice-ministro, si vive solo con il mio stipendio da operatore dell’Ares 118. Io che ho salvato decine e decine di vite umane non sono riuscito a salvare Nicola ed i suoi compagni. Perché signor Vice-ministro Bertolaso io credo che almeno quei ragazzi, quegli studenti, potevano essere salvati. Nessuno ha voluto dar peso alle parole del ricercatore Giuliani. Un esperto, e non un profano, quello che ha previsto il terremoto. Sono ormai oltre quattri mesi che le scosse sismiche sconquassano la città de l’Aquila ed il resto della provincia. Io stesso, meno di tre settimane fa, ho visto i muri del palazzo-tomba di Nicola, pieni di crepe. Io stesso ho chiesto spiegazioni al padrone di casa, ai vicini. Tutti mi hanno rassicurato. Tutti erano convinti che la situazione fosse sotto controllo. Eppure, nonostante quest’apparente tranquillità, le scuole sono state chiuse con una settimana d’anticipo. I bambini ed i piccoli studenti de l’Aquila sono stati lasciati a casa. Gli universitari no. Come se fossero figli di altre mamme. Se l’Ateneo fosse stato interdetto completamente, e non in parte, come avvenuto quindici giorni fa, probabilmente oggi staremmo a piangere si, ma in maniera diversa. Se si fosse dato più peso ai tanti segnali tellurici degli ultimi tempi staremmo a soffrire si, ma senza rabbia e con la consapevolezza che Madre Natura è imprevedibile. I nostri ragazzi, i nostri figli che avevano scelto l’Abruzzo e una casa nel centro storico, in via Gabriele d’Annunzio al civico 14, credevano di essere immuni da ogni tragedia perchè vedevano noi tranquilli. Noi genitori che avremmo dovuto avere il diritto di essere avvertiti. Un sindaco, un Prefetto o un Rettore avrebbero dovuto avere l’obbligo, non solo Istituzionale ma anche morale, di spiegare ai ragazzi che la situazione poteva essere preoccupante. Una comunicazione che poi sarebbe stata valutata da noi, padri e madri. Perché, gentile Vice-ministro, chi vive lontano anche a cinquecento chilometri di distanza, non può rendersi conto di quanto accade a l’Aquila. I ragazzi è cosa nota, sono ragazzi e difficilmente si confrontano con gli adulti. I ragazzi non hanno la maturità necessaria a comprendere dove finisce la sicurezza ed inizia il pericolo. A diciotto, venti e ventiquattro anni non pensi di poter morire sotto un’architrave di cemento soffocato da quintali di detriti. I nostri figli sono stati uccisi dall’imprudenza delle Istituzioni» Sergio Bianchi, padre di Nicola

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<< - 29 - >> tratto da Sabato 11 aprile 2009   di Lorena Cinelli

Anche da Colli la solidarietà in Abruzzo

momento raccolta Tra le tante iniziative di solidarietà messe in campo per aiutare i terremotati abruzzesi, in questi momenti così difficili, anche la comunità parrocchiale “S. Lorenzo Martire” di Colli, su iniziativa di don Marco Meraviglia, si è mossa ed in poche ore ha organizzato ben due viaggi di solidarietà. Sono stati raccolti in maniera davvero rapida, grazie ad uno spontaneo passa parola tra i colligiani: privati e commercianti, oltre quaranta quintali tra alimenti, vestiti, abbigliamento per bambini, coperte, passeggini e tanto altro. Uno sforzo davvero encomiabile quello messo in campo dai tanti giovani della popolosa frazione monticiana, che in maniera sentita hanno collaborato in maniera davvero fattiva alla raccolta e sistemazione del materiale, il tutto coordinato da Raniero Testa. Con tre furgoni messi a disposizione dalla Global Service, da Giampiero Chiugi e da un commerciante del luogo, il materiale raccolto è partito nella tarda mattinata di ieri alla volta di Bagno (piccolo borgo alle porte del capoluogo aquilano), ove è stato consegnato nella tarda serata di ieri direttamente alla popolazione alloggiata nella tendopoli del paese.

Sommario V A I Foto evento

<< - 28 - >> tratto da speciale venerdì 10 aprile 2009

Una festa solo religiosa per la Madonna del Suffragio

momento della festa 2008 I festeggiamenti 2009 in onore della "Madonna del Suffragio", patrona della città, festa tanto cara a tutti i monticiani e non solo, il comitato festa ha deciso di annullare gran parte del programma civile, in rispetto della tragedia accorsa lunedì 06 aprile scorsa al vicino popolo d'Abruzzo, quando un violento terremoto 5,8 della scala Richter ha causato 289 vittime, centinaia di feriti e migliaia di senzatetto.
La parte religiosa prevede:
Il Triduo di preparazione nei pomeriggi del 15, 16 e 17 Aprile;
La Discesa del Simulacro ligneo della Madonna del Suffragio sabato 18 nel pomeriggio;
La solenne Processione nella mattinata di domenica 19 sino a Colle S. Marco;
I Pellegrinaggi delle cinque frazioni durante la settimana che va dal 20 al 25 aprile;
La Risalita del sacro simulacro nel tardo pomeriggio di domenica 26 aprile.
Sono stati annullati il concerto di Max Gazzé, i fuochi pirotecnici (processione compresa) e le altre serate conviviali.
Quanto risparmiato in denaro, sarà utilizzato per quanto in futuro si riterrà necessario per la ricostruzione delle zone terremotate. Una storica e coraggiosa decisione quella presa dall'arciprete Parroco Don Gianni Bekiaris,condivisa dal responsabile del direttivo Maurizio Coratti ed approvata all'unanimità dal Comitato tutto, e che noi webmaster del sito montesgc.it, condividiamo in toto. Ad maiora ai monticiani.

Sommario V A I Scorci città V A I Festa 2008

<< - 27 - >> tratto da IL TEMPO di venerdì 10 aprile 2009   di Lorenza Di Brango

"Nicola, da oggi sarai ancora di più con noi"

momento del funerale Erano in tanti nella Collegiata di S. Maria della Valle per i funerali dello studente di scienze infermieristiche. L'addio a Nicola è stato davvero commosso. «Caro amico, da oggi sarai ancora di più con noi. Ti ascolteremo nel vento, ci sorprenderai nella pioggia, ci avvolgerai nella nebbia, dove nel nulla troveremo ancora il tuo sorriso. In ognuno di noi hai lasciato un ricordo che custodiremo con cura ed affetto». Sono le parole di un amico di Nicola Bianchi, lo studente di Scienze infermieristiche dell'università de L'Aquila, anche lui, come altri tre ragazzi ciociarI, vittima del terremoto dell'altra notte. Le ha pronunciate all'uscita della chiesa della collegiata di Monte San Giovanni Campano, prima di dare l'ultimo saluto a Nicola. Gli amici dello studente hanno voluto esprimere così il loro dolore per la morte del ragazzo: una gigantografia del volto di Nicola è stata sistemata sulla parete della chiesa nella quale di sono svolti i funerali, a poca distanza dal portone. E poi gli striscioni: «Tu lì... Noi qui ma sempre insieme. Gli amici di Colli». Proprio a Colli, frazione di Monte San Giovanni, viveva Nicola: lì era cresciuto, lì aveva lasciato i suoi amici per andare a studiare fuori. Scienze infermieristiche, per seguire il cammino del padre Sergio, che è un operatore del 118. «La morte è un mostro che strappa dal teatro della vita uno spettatore prima della fine di una rappresentazione che ama infinitamente»: era questa la frase che campeggiava su un altro striscione. «Un ragazzo dalle mille virtù, benvoluto e amato da tutti»: così il vescovo di Frosinone Ambrogio Spreafico, che ha celebrato la funzione, ha voluto ricordare Nicola durante l'omelia. Una funzione a cui hanno assistito centinaia e centinaia di persone: non tutti hanno trovato un posto all'interno della Chiesa, ma hanno comunque partecipato al rito, ascoltando la celebrazione dagli altoparlanti che erano stati sistemati al di fuori dell'edificio. Il feretro di Nicola è arrivato nella Chiesa portato a spalla dai colleghi del padre. A piedi, dalla sala consiliare, dove era stata allestita la camera ardente, fino alla vicina chiesa, dove una folla commossa e silenziosa stava attendendo Nicola, per salutarlo per l'ultima volta. Tanti i volti giovani che riempivano la piazza. Dopo la funzione, a cui hanno partecipato anche molte autorità, ha preso la parola anche il sindaco di Monte San Giovanni Campano Antonio Cinelli: «Compito ingrato e doloroso per un sindaco proclamare il lutto della sua città per la scomparsa di un giovane, un giovane studente che cercava, attraverso lo studio e il sacrificio, di costruire il suo futuro». Ma il destino non ha voluto così. L'ultimo messaggio per testimoniare a Nicola il bene che lo circondava è stato quel lungo applauso che lo ha salutato prima dell'ultimo viaggio verso il cimitero.

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<< - 26 - >> tratto da mercoledì 08 aprile 2009   di Lorena Cinelli

Dubbi sull'assegnazione dei locali Afas

a destra dell'immagine, Franco Patrizi A margine dell'inaugurazione in via Campolarino del “Centro diurno per diversamente abili gestito dall'Afas” abbiamo incontrato il presidente della Associazione Culturale Colli Franco Patrizi, che ha da chiarire qualche passaggio sulla destinazione d'uso dei locali in questione. “Prendo la parola per testimoniare che non mi associo a quanti possano rallegrarsi e manifestare soddisfazione, ritenendo che l’Amministrazione comunale abbia portato a soluzione un problema. Perché le mie parole non siano fraintese e strumentalizzate, è bene che io dichiari subito e con ferma convinzione, che non ho nulla di negativo da osservare riguardo all’AFAS. Anzi ricordo che nel 2003 abbiamo celebrato “l'anno europeo del disabile”. Ebbene venerdì 19 dicembre di quell’anno, sotto il teatro-tenda allestito in piazza Aldo Moro, il prof. Egidio Paolucci, alla presenza di dirigenti provinciali dell’UNITALSI e degli alunni della locale scuola media, tenne una conferenza seguita da dibattito sul tema: I disabili: una conoscenza per migliorarci, una risorsa da valorizzare. Quella conferenza e tavola rotonda fu organizzata dalla Associazione Culturale Colli, in collaborazione con l’AFAS. Non so quali altre iniziative, in campo provinciale, siano state prese per celebrare l’anno europeo del disabile e per sensibilizzare i cittadini verso le difficoltà di molte famiglie gravate da questi problemi. Dubito che ve ne siano state. Fatta questa importante premessa devo anche aggiungere che oggi, qui, abbiamo la prova provata che i problemi e le esigenze della popolazione di Colli sono ignorati e irrisi. Il Sindaco Antonio Cinelli sa bene che io e i miei amici abbiamo sostenuto l’attuale amministrazione: ci consideriamo amici e li consideriamo amici. Però la Giunta non ha progettato e costruito di suo una sede per l’AFAS. Ha solo deliberato di destinarvi un edificio costruito da altri amministratori per le esigenze di Colli. Non so bene se sia da ascrivere ai meriti di Antonio Raponi e di Renato Vona, entrambi di venerata memoria, o ad altri. Certo trovo inaccettabile che l’amministrazione comunale disponga liberamente di beni di Colli, senza avvertire la sensibilità di interpellare i colligiani, né di raccogliere le richieste che da noi sono salite più volte. Purtroppo devo riconoscere che la nostra popolazione non si può appoggiare a nessuno. Così siamo rappresentati! Ma meriteremmo ben altro. Il 12 luglio 2006 l’A.C.C. ha chiesto di lasciare alla libera fruizione dei giovani e delle loro associazioni i locali sottostanti alla piazza A. Moro, ma senza esito. E allora ne facemmo seguire un’altra, motivata e firmata anche dal nostro attuale parroco, l'arciprete don Sergio Reali, ma ugualmente fu ignorata. Anche per questi locali, raccogliendo il suggerimento del consigliere Antonio Fiore, ho avanzato la richiesta due volte per poter mandare avanti un progetto: il 3 aprile 2007 e il 13 luglio 2007. Tutto inutile. Lascio quindi giudicare a voi in che stato d’animo io mi possa trovare. Sono in giacca e cravatta, come si conviene in simili circostanze, ma se dovessi manifestare esteriormente i miei sentimenti, dovrei essermi vestito a lutto. Chi mi conosce sa bene che io non sono un guastafeste, e tanto meno un guerrafondaio. Altrimenti avrei fatto qualcosa di plateale: magari mi sarei fatto trovare con tanti amici a fare un’occupazione… Ma non è nella mia indole, né nel mio stile. Ho però da difendere la coerenza che mi fa spendere da almeno 27 anni le mie energie nel volontariato. E chiedo che ciò venga riconosciuto: a me e all’Associazione che rappresento. Dal 17 ottobre 2007 la Associazione Culturale Colli non riceve un euro di contributo dal Comune (ed erano quelli stanziati nell’anno precedente!). Eppure l’amministrazione ed in nostro assessorato alla cultura spendono bei soldi, anche per iniziative che fanno arricciare il naso. E comunque non a Colli. Le nostre iniziative vengono ignorate e sbeffeggiate. Fino all’ultimo abbiamo chiesto la coabitazione con l’AFAS per attuare un progetto pilota, e, nonostante le promesse del Sindaco in persona, non è accaduto nulla. E allora mi chiedo anche: perché era importante liberare i locali di Boccafolle? A chi sono stati promessi? Che cosa ne faranno? E il centro-anziani per Colli dove avrà la sede?”
Domande più che legittime a cui di certo l'amministrazione comunale darà una risposta pubblica in tempi brevi.

Sommario V A I Inaugurazione AFAS monte V A I Scorci città

<< - 25 - >> tratto da mercoledì 01 aprile 2009   di Lorena Cinelli

Il centro Afas è una valida realtà sul territorio

momento dell'inaugurazione Nel tardo pomeriggio di lunedì alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose è stata inaugurata nella piana di Campolarino, l'accogliente e funzionale struttura del “Centro diurno Afas monticiana”. Tanta la gioia, mista a commozione da parte dei presenti per un momento che è il “punto di partenza verso nuovi orizzonti nei confronti di chi è meno fortunato. - ha sottolineato tra l'altro il sindaco Antonio Cinelli – La solidarietà ed il sostegno alle famiglie che quotidianamente assistono amorevolmente questi ragazzi ed alle varie associazioni che operano per il sociale sul territorio è un impegno costante dell'amministrazione che mi onoro di guidare. Un grazie lo rivolgo sentito oltre che alle autorità presenti, alle maestranze che hanno lavorato a questa importante ristrutturazione, ma anche ai nostri tecnici, agli operai comunali ed agli LSU che sino a qualche minuto fa erano qui a sistemare al meglio la struttura, sfatando quel luogo comune degli operai pubblici fannulloni.” La riconvertita struttura pubblica tutta a piano terra, senza barriere architettoniche è stata costruita agli inizi degli anni '80 e sino al 2002 ha ospitato i bambini della scuola materna colligiana, poi la chiusura forzata per seri problemi di stabilità. Dopo un cospicuo finanziamento regionale i capienti locali sono stati messi in sicurezza e destinati dal comune a sede definitiva per il centro diurno per diversamente abili adulti. Prevista in tempi brevi la realizzazione di un campo da bocce, oltre all'assessore all'ampliamento del giardino, su un terreno circostante, messo a disposizione dell'ente dalla sensibile famiglia Tomassi. Al taglio del nastro è intervenuto il prefetto di Frosinone dr. Piero Cesari, accompagnato dalla gentile consorte Anna Querqui, ad attendere il l'illustre ospite, oltre al già citato sindaco, l'assessore ai servizi sociali Bruno Bottoni “da quest'anno il centro diurno per diversamente abili adulti, curato dall'Afas (un'associazione onlus) è inserito nel piano di zona distrettuale sanitario e grazie alla sensibilità dell'intero consiglio comunale è costante l'attenzione a queste valide realtà di volontariato sociale.” Vi era anche l'intera maggioranza consiliare, guidata dal presidente Mario Buttarazzi, a rappresentare la minoranza il solo Gino Roscioli, ed ancora il comandante della stazione dei Carabinieri M.llo Cepparulo ed il collega della Polizia Municipale tenente Andreino Roscioli, gli amministratori di Strangolagalli e Boville Ernica, l'assessore ai servizi sociali di palazzo Gramsci Maurizio Cerroni, assieme all'assessore regionale Francesco De Angelis, con molti responsabili sanitari del distretto C dell'Aipes (tra i quali il consigliere Roberto Gneo) e di varie associazioni culturali e di volontariato del territorio, non da ultimo don Marco e don Sergio che ha benedetto i nuovi locali, ubicati sulle sponde papaline del Verde Liri, a pochi metri dall'antica chiesa “Maria SS.ma di Canneto”, ove poco prima si era svolta una partecipata cerimonia eucaristica. L'assessore provinciale Cerroni e quello regionale De Angelis, nei loro brevi saluti hanno messo in evidenza “l'impegno della politica che dimostra in questi casi quale sia il vero ruolo della res pubblica: al servizio della collettività e delle persone meno fortunate.” Un emozionato Antonio Sarrenti, salutato da un tifo da stadio dai suoi inseparabili ragazzi, ha ringraziato dal far suo, il direttivo ed i volontari oltre a tutte quelle persone che si impegnano quotidianamente nell'assistenza. “Uno sforzo comune che oggi ci permette di avere a disposizione questa funzionale struttura, che è il coronamento di un percorso iniziato in loco quasi venti anni fa. Dopo aver trovato una sistemazione presso l'ex ospedale S.S. Crocifisso (1996-2001) ed esser stati nell'ex asilo di Boccafolle, essendo cresciuto il numero degli utenti, è stato necessario individuare una nuova sede più rispondente alle necessità dei fruitori del servizio. - ha concluso il Sarrenti - Oggi assistiamo una ventina di ragazzi del nostro territorio, impegnati in tante attività ludiche, dal teatro, alla realizzazione di prodotti artigianali presepi e non solo, al gioco di calcetto e di bocce (sono campioni provinciali) grazie all'aiuto di tanti volontari, delle famiglie, del personale del servizio civile e degli enti.”

momento dell'inaugurazione “Un momento non solo bello, ma importante. - ha sottolineato nel suo incisivo intervento il prefetto - A pensarci un attimo, le giornate sono tutte uguali: c'è l'alba, il mezzodì, il meriggio, la sera e la notte. Rendere le giornate diverse una dall'altra, dipende da noi, da come si vive e ci si rapporta con i messaggi dell'uomo e della natura. Questa sicuramente per me e mia moglie è una giornata bella e diversa dalle solite. Dopo una mattinata difficile per impegni istituzionali, dai quali mai bisogna rifuggere, ecco all'orizzonte un pomeriggio straordinario. Prima di arrivare in questa bella terra, ho partecipato a Frosinone all'inaugurazione di una sede dell'Avis, “una goccia donata per la vita degli altri” ed ora con grande gioia sono qui in mezzo a questi straordinari ragazzi. Momenti che riconciliano con il senso della vita. E questo grazie dobbiamo rivolgerlo a chi vede il sorgere del sole in maniera diversa da noi, ma sono quelli che ci fanno comprendere appieno il senso della vita, donandoci il senso dell'amore verso gli altri. Dare il sorriso a questi splendidi ragazzi, alleviare le preoccupazioni delle famiglie, significa riscaldare dal freddo e dal buio il nostro cuore. Quel freddo e buio che viene dall'ignoranza, dalla supponenza, dalla negligenza e dalla fretta, dimenticandoli come se fossero problemi degli altri, no ci appartengono, siamo noi e allora doniamo con questo sorriso la bellezza di questo sole che ci illumina in questo magnifico posto di Monte. Che il sole sia uguale per tutti, non solo a parole, ma anche con fatti concreti e questa struttura è uno di quelli esempi tangibili. Un grazie a tutti: enti, associazioni, organizzazioni e famiglie che si sono adoperate come uomini perché questo freddo diventasse calore e motivo di gioia e soddisfazione per questi ragazzi. - ha concluso il dr. Piero Cesari - Se si conosce si ama, se si ama si conserva e si costruisce l'amore: sono il sorriso di questi ragazzi che ci fanno capire fino in fondo il senso della vita. Siamo noi che dobbiamo sentirci piccoli di fronte a loro se non facciamo nulla per aiutarli. L'amore è quello che muove il sole e le altre stelle, e allora grazie agli amministratori, ai volontari ed alle famiglie per questa struttura, ma un grazie sentito lo rivolgiamo ai nostri ospiti.” Uno scrosciante applauso dei presenti al termine dell'intervento del prefetto. Particolarmente emozionante la consegna degli originali doni, realizzati dai ragazzi del centro alle autorità presenti, con un Domenico super che aveva una battuta pronta per ogni personalità ed i volontari dellAvis monticiana che hanno donato agli ospiti simpatici cadeau. Un brindisi bene augurante e poi tutti a ballare sino a tarda sera grazie alla scuola di ballo di Renato Nardozi.

Sommario V A I Inaugurazione AFAS monte V A I Scorci città

<< - 24 - >> tratto da Sabato 28 marzo 2009   di Lorena Cinelli

Intervento alla scuola elementare Colli

momento dell'inaugurazione E' stato presentato nei giorni scorsi, presso la Regione Lazio, il progetto di “ampliamento e riqualificazione del plesso scolastico Giuseppe Crecco” di Colli, popolosa frazione monticiana. “Un progetto che per un ammontare di oltre 500 mila euro prevede interventi non tanto sulla struttura portante, ma quanto su quelle indifferibili opere necessarie per una migliore logistica e pianificazione del percorso educativo e formativo degli studenti delle classi materne ed elementari della più antica frazione del comune. - ha sottolineato il sindaco Antonio Cinelli – Grazie all'impegno dell'assessore regionale Bruno Astorre in sintonia con il nostro Francesco De Angelis, il progetto sarà discusso entro pochi giorni dalla giunta regionale di via della Pisana. Come sindaco sono particolarmente soddisfatto per l'adozione di questo progetto di edilizia scolastica, che permette alla comunità di avere a disposizione un innovativo plesso scolastico. In questo momento voglio ringraziare per l'impegno dimostrato l'assessore ai Lavori pubblici del comune Emanuele Belli, oltre al neo assessore al Bilancio Antonio Fiore, per l'impegno profuso in questo progetto di valorizzazione delle strutture pubbliche presenti sul territorio.”

Sommario V A I Scorci città

<< - 23 - >> tratto da Venerdì 27 marzo 2009   di Lorena Cinelli

Importante consiglio martedì prossimo

E' fissato per martedì con inizio alle ore 20 il consiglio comunale monticiano. A convocarlo il presidente del consiglio Mario Buttarazzi che ha inserito nel ricco ordine del giorno dapprima l'approvazione dei verbali della seduta precedente, quindi passerà la parola al primo cittadino Antonio Cinelli per delle comunicazioni di interesse pubblico. A seguire ci saranno le risposte ad interrogazioni scritte presentate nelle scorse settimane dai consiglieri di minoranza. Subito dopo i consiglieri saranno chiamati ad approvare le aliquote e detrazioni sull'ICI degli immobili per l'anno in corso e l'addizionale comunale all'imposta sul reddito delle persone fisiche. Importante punto presentato dal neo assessore al bilancio Antonio Fiore riguarda “l'esame e l'approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2009, oltre alla discussione sul piano pluriennale 2009-11” ed ancora si ascolterà con particolare interesse la relazione di previsione e programmazione per l'anno in corso. Non da ultimo i consiglieri saranno chiamati a discutere sul tanto atteso ed invocato “Regolamento comunale inerente la disciplina di sagre, feste civili e religiose, oltre a manifestazioni di pubblico spettacolo”. In ultimo i consiglieri comunali saranno chiamati ad esprimere la volontà di partecipazione alla comunità montana, in base a quanto sancito dalle Legge regionale n. 20 dello scorso 02(12/2008. Appuntamento come dicevamo alle ore 20 di martedì prossimo presso la sala consiliare “S. Tommaso d'Aquino”.

Sommario V A I Scorci città

<< - 22 - >> tratto da Venerdì 27 marzo 2009   di Lorena Cinelli

Santa Margherita riaperta al culto

vista by night Con una celebrazione eucaristica partecipata, nel tardo pomeriggio di mercoledì è stata riaperta al culto la splendida chiesa “Santa Margherita” nello scorcio suggestivo del centro storico monticiano, proprio sotto le imponenti mura del castello ducale. Ad officiare la solenne messa, l'abate ordinario di Subiaco mons. Mauro Meacci, assieme al parroco della Collegiata, l'arciprete don Gianni Bekiaris e don Angelo di Veroli. In prima fila il primo cittadino Antonio Cinelli assieme al presidente del consiglio comunale Mario Buttarazzi e gli amministratori Donato Traversari e Giorgio Bottoni. Uno scrigno di fede e devozione da parte di tanti monticiani, specie gli anziani, che con i loro vivi ricordi sono tornati indietro all'infanzia. La chiesa S. Margherita Vergine e Martire, infatti, è stata per secoli una delle più ricche parrocchie del territorio e le sue origini affondano, si ipotizza, nel XI secolo, contemporaneamente con la costruzione del Castello. Nell'altare centrale è posta in una nicchia la statua di Maria Santissima Assunta in Cielo, verso la quale tutta la popolazione del capoluogo e delle zone limitrofe nutre una particolare devozione, mentre nella cappellina di sinistra è esposta la statua di Santa Margherita che fa da contrappasso alla statua di S. PietroApostolo. Anche se chiusa per buona parte dell'anno la chiesa, che perse il titolo di parrocchia nel 1968 (una dei nove luoghi di culto del capoluogo: S. Maria della Valle, S. Pietro de Arenula, San Rocco, Santa Maria Arendola, Sant'Anna e Santa Margherita, oltre alle cappelle votive private di S. Tommaso d'Aquino, S. Teresa Davila e S. Luigi) non è stata mai abbandonata all'incuria, ma è stata oggetto di continui lavori di manutenzione che la mantengono in ottime condizioni estetiche e di stabilità. Nei mesi scorsi per iniziativa del parroco di S. Maria della Valle, don Gianni Bekiaris, e grazie alla munificenza di un anonimo monticiano (lo stesso che ha donato la porta in bronzo della Collegiata su via Valle) è stata completamente ristrutturata la facciata esterna che presentava non pochi danni, oltre al restauro dell'interno del sacro luogo. Una provvidenziale azione di recupero urbanistico davvero ben curata quella dell'intonaco esterno che non solo non contrasta con l'ambiente medioevale del borgo, ma fa risaltare magnificamente, sia il portale in pietra che il rosone tipicamente romanico sul quale campeggia il simbolo della Madre di Dio, mentre le due finestre laterali sono dedicate a S. Pietro e S. Paolo. La chiesa è stata dotata di un impianto di aria condizionata che la rende accogliente in tutte le stagioni, mentre lo spazio esterno è stato trasformato in una ridente aiola, grazie al sostegno dell'amministrazione comunale. Nei prossimi giorni una ditta incaricata dall'Enel rimuoverà quegli antiestetici cavi che deturpano la facciata. Interventi con i quali l'antichissima chiesa ha riacquistato il fulgore di quando era frequentata dai nobili proprietari del castello e dai loro titolati amici: dai d'Aquino, ai d'Avalos, passando per i Colonna, i Gonzaga, i d'Aragona, i Feltre della Rovere e non da ultimi i Governatori Pontifici. “Il patrimonio artistico della città da qualche anno si stà arricchendo sempre più e sta riacquistando l'antico splendore per intelligenti iniziative dei sacerdoti, grazie alla generosità e la devozione di qualche concittadino e con il sostegno dell'amministrazione che mi onoro di guidare. - ha sottolineato al termine il sindaco Cinelli – Questo impegno costante verso il sacro ed il bello, deve fortificare nei cittadini la chiara coscienza dell'alto valore non solo morale di opere ereditate dagli avi e riabituare tutti a considerare simili strutture un bene comune, una ricchezza spirituale che è delittuoso asportare, distruggere, trascurare e mal conservare.” Al termine della cerimonia liturgica, la famiglia Mastrantoni, proprietaria dell'imponente Castello ducale, ha offerto a tutti i presenti un rinfresco con prelibati prodotti tipici locali.

Sommario V A I Scorci città

<< - 21 - >> tratto da Mercoledì 25 marzo 2009   di Lorena Cinelli

Agricoltori a confronto

momento del campionato Sabato scorso, giorno di S. Benedetto e l'arrivo della primavera, a Colli, popolosa frazione monticiana, si è disputata la seconda edizione del "Campionato provinciale di potatura dell'olivo allevato a vaso policonico" organizzata dalla cooperativa sociale "La Ciera dei Colli" e patrocinato dalla provincia di Frosinone, oltre che dall'amministrazione comunale monticiana e dalla XII comunità montana. Il dott. Onori, Presidente della commissione giudicatrice, ha elogiato in maniera particolare gli organizzatori ad iniziare dal presidente della cooperativa Albino Patrizi che “da 10 anni porta avanti nel nostro territorio il culto dell'olivicoltura”. Il concorso provinciale di potatura e di orientamento ai concorsi regionali e nazionali si è svolto , nonostante un freddo pungente, nell'appezzamento del vice presidente della cooperativa Donato Buttarazzi, con la possibilità per tutti i partecipanti di mettere in discussione tutta la pianta. Questo tipo di potatura eseguito a vaso policonico, non supera i 4 m di altezza per contenere i costi e difendere la qualità del prodotto. Sulle forme di allevamento, ha ricordato tra l'altro il dott. Onori, c'è ancora tanto disorientamento ed è necessario fare chiarezza sulla metodologia di produzione. Per questo motivo la cooperativa si è attivata come punto di riferimento provinciale per la potatura degli ulivi sostenuta in questo importante progetto dalla Confederazione Italiana Agricoltori della Ciociara. Il presidente provinciale della CIA, Mario Mancini, e quello della Lega delle cooperative del Lazio, Giuseppe Codispoti hanno sottolineato “il momento di crisi dell'intero comparto agricolo ma al tempo stesso nel settore oleario provinciale sta emergendo un forte rilancio.” Alla manifestazione sono intervenuti anche il sindaco monticiano Antonio Cinelli assieme al consigliere provinciale Maurizio Raponi. Entrambi hanno sottolineato “l'importanza che la Cooperativa ha raggiunto nel corso della sua esistenza nel panorama oleario regionale, senza dimenticare la forte valenza produttiva nel territorio olivicolo monticiano che da importanti risultati, in termini di penetrazione sul mercato, in quando riesce a produrre un olio con un suo carattere, ove le cui caratteristiche organolettiche sono riferite a questo particolare habitat naturale. - ha proseguito il sindaco - Dal 2003 Monte fa parte della Associazione nazionale Città dell'Olio che come obiettivi anche il ruolo di tutela, di promozione e valorizzazione sia dell'ambiente e della cultura dell'olivo, la qualità, l'immagine e del piacere dell'olio, oltre al non meno importante ruolo educativo attraverso la divulgazione della storia e della cultura dell'olio e dell'olivo ed il riconoscimento della denominazione di origine per la valorizzazione del prodotto e la garanzia del consumatore. Periodicamente organizziamo seminari, incontri, dibattiti sui risultati relativi alla ricerca ed alla sperimentazione in campo olivicolo, oltre alla Fiera dell'olio, che si svolge da quattro anni la terza domenica di dicembre.” Alla manifestazione hanno partecipato in qualità di attenti osservatori, alcuni ragazzi provenienti dal sud est asiatico, che stanno seguendo un corso di potatura. Essi hanno potuto constatare da vicino la grande maestria e profonda competenza dei concorrenti locali. “Il profumo fresco di fruttato, di oliva, di verde, sono elementi che rendono questo nostro olio “tipico” e tale da lasciare una buona percezione sensoriale. - ha sottolineato il presidente Albino Patrizi - Stiamo parlando di un olio ottenuto da olive sane, fresche, non a completa maturazione e con una lavorazione ideale. La caratteristica di freschezza è mantenuta nel tempo. La nostra cooperativa è sorta anche con lo scopo di conservare le tradizioni di coltura dei terreni esistenti nel territorio da sempre. Sui colli monticiani le piantagioni di ulivi, per la gran parte della varietà autoctona Ciera, sorgono su un terreno calcareo, ben posizionati a filari distanti 7 metri, esposti a sud est, al fine di permettere la massima esposizione al sole. La concimazione delle olive viene effettuata da sempre con l’impiego di prodotti biologici organici e con sovesci, non da meno i trattamenti antiparassitari sono limitati al solo impiego del solfato di rame. Soltanto le olive più belle dei nostri oliveti vengono raccolte all’invaiatura e prontamente molite con lavorazione a freddo. L’olio extra vergine così estratto conserva il sapore, il profumo e la sostanza di cui la natura lo ha dotato e ricorda l’odore e il gusto del frutto fresco giustamente maturo. L’ambiente colturale è elemento determinante ed influisce sulla composizione chimica dell’olio: è stato sperimentato, e riconosciuto da degustatori provetti, che le olive ottenute da cultivar che hanno una maturazione omogenea, in zone collinari, o di poggi, dolcemente ventilate, non sottoposte a temperature elevate prolungate, sommato all'ambiente pedo-climatico danno un olio davvero pregevole che ha come prerogativa un'acidità davvero bassa, inferiore allo 0,5%, merito anche della raccolta manuale, praticamente l'unico metodo presente in zona e della frangitura nelle 24 ore delle olive. La cooperativa facendosi carico di tale esigenza, ha iniziato la riproduzione di questi ulivi per favorire la creazione di nuove piantagioni, per rinnovare e ringiovanire le vecchie piante, che altrimenti sarebbero state sostituite da varietà più commerciali e facilmente reperibili sul mercato: leccino, frantoio ecc.” Al terzo posto ex aequo si sono classificati Americo Trulli ed Angelo Lucchetti, gradino più alto per Michele Verro, mentre la seconda edizione del “Campionato provinciale di potatura dell'olivo allevato a vaso policonico" è stata vinta dal verolano Luigi Cretaro.

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