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<< - 10 - >> tratto da Martedì 03 marzo 2009   di Lorena Cinelli

Un libro per Mons Proja

mons Proja Nella rinnovata sala parrocchiale, attigua la chiesa “S. Lorenzo Martire” di Colli, nel tardo pomeriggio di sabato si è svolta la presentazione del libro di Raffaele Grossi, edito come “Quaderno n. 8” della Associazione Culturale Colli “Monsignor Proja testimone del Cristo Risorto”. Un'interessante appuntamento culturale organizzato per ricordare anche il 27° anniversario del sodalizio culturale monticiano, costituito proprio da mons. Proja il 28 gennaio 1982. Prima della presentazione, alcuni degli oltre 40 soci del sodalizio culturale hanno partecipato alla Messa di ringraziamento celebrata dal presidente fondatore mons. Giovan Battista Proja, assieme a don Sergio Reali e don Marco Meraviglia nella splendida chiesa colligiana, che risale agli inizi del XVII secolo. “Ho seminato un chicco tanti anni fa, ed oggi i giovani dell'Associazione curano questo campo con tanta passione ed impegno. - ha sottolineato mons. Proja - L'augurio è che questo chicco sia foriero anche negli anni a venire di un forte sviluppo culturale e non solo del territorio.” La presentazione del volume, si è svolta in un clima gioviale e molto caloroso, alla presenza del vescovo Ennio Appiglianesi (che ha ordinato vescovo il compianto don Salvatore Boccaccio, a cui la sala ha rivolto un commosso applauso, e di cui mons. Proja è stato negli anni del Seminario suo docente di teologia), e poi mons. Candido Facciolongo, amico di vecchia data del Proja, varie personalità del mondo culturale ciociaro e qualche autorità civile locale, prime fra tutti il consigliere provinciale Maurizio Raponi, presidente della commissione cultura di palazzo Gramsci “l'amministrazione Scalia ben volentieri ha sostenuto parte delle spese tipografiche per la pubblicazione di questo pregevole volume, realizzato con i tipi della Editrice Frusinate.” In sala a rappresentare l'amministrazione comunale il neo assessore al Bilancio Antonio Fiore. Il volume è stato ben illustrato dall'illustre professor Vittorio Capuzza, docente di diritto amministrativo presso l'Università “Tor Vergata” di Roma e stretto collaboratore del postulatore mons. Proja nella causa di beatificazione di Mons. Pier Carlo Landucci 1900-1986. In maniera chiara e non senza una punta di “comprensibile imbarazzo” il relatore ha tracciato per sommi capi, la vita spirituale e di totale affidamento al Cristo Risorto del decano dei canonici presso l'arcibasilica capitolina di S. Giovanni in Laterano, evidenziando tra l'altro che la “spiritualità di mons. Proja è imbevuta di devozione mariana, ed è sua abitudine stare con la corona del Rosario tra le dita.” Moderatore degli interventi il promotore, animatore e presidente del sodalizio culturale Franco Patrizi. Un commosso autore dal canto suo, ha sottolineato di come sia giunto a pubblicare un volume su Mons. Proja. “Cercavo delle risposte, e invece si sono aperti nuovi interrogativi e nuove strade. L'incontro con un umile servo di Dio, quale è mons. Proja non è un punto di arrivo, ma di partenza, perché dopo aver colloquiato con lui, si riesce a vedere più profondamente nel proprio animo, a sentire la vicinanza di Dio e della Sua misericordia. - ha aggiunto Raffaele Grossi - E ci si ritrova, senza veli con se stessi, un incontro prezioso in cui si scoprono tratti del proprio vivere quotidiano da correggere e nel tempo stesso ci si sente accolti, rasserenati e motivati ad iniziare un cammino di conversione e di adesione alla volontà di Dio, determinato a mutare il proprio stile di vita.” Uno schivo Proja classe 1917 che lo scorso 14 febbraio ha festeggiato il suo 67° di sacerdozio, ha concluso l'incontro con l'esortazione ai tanti presenti “pregate il Signore per il sostegno non solo fisico a questo anziano prete.”

Sommario V A I Mons Proja

<< - 09 - >> tratto da Giovedì 26 febbraio 2009   di Lorena Cinelli

A Monte si festeggia S. Tommaso

cappella della prigionia UIn Ciociaria, è tradizione consolidata ricordare S. Tommaso d'Aquino in occasione della sua morte (avvenuta a Fossanova il 7 marzo 1274, era nato a Roccasecca nel 1225). I festeggiamenti si svolgono anche nella città di Monte, ove il “Dottore Angelico” venne rinchiuso dalla sua potente famiglia tra il 1224-25 e sono curati anche quest'anno dall’amministrazione comunale, con il patrocinio di Provincia di Frosinone e Regione Lazio, insieme alla parrocchia di S. Maria della Valle. Si inizia mercoledì4 marzo, presso il Castello Ducale, nella cappella della “prigionia” dell’Aquinate, alle 16.30 con l'adorazione Eucaristica guidata dai seminaristi teologi dei Legionari di Cristo. A seguire la S. Messa presieduta da Padre Carmine De Filippis, ministro provinciale dei Frati Cappuccini. La giornata si concluderà presso la sala parrocchiale “Cardinal Carlo Vizzardelli” con una conferenza che avrà come tema “San Tommaso: platonico o aristotelico?” il cui relatore è Padre Carmine De Filippis. Nel pomeriggio di giovedì gli appuntamenti spirituali si terranno nella splendida Collegiata, ed alle 18.30 presso il Cinema Teatro comunale, la tanto attesa rappresentazione dei bambini della scuola elementare del capoluogo dal titolo “Tommaso: uomo di fede e di ragione”. Venerdì sempre alle ore 18,30 presso la sala convegni della rinnovata biblioteca comunale “Ireneo Pio Valeriani” conferenza “San Tommaso: teologo, filosofo e mistico”, a cura di Giovanni Battista Mondin, teologo saveriano tra i massimi esperti internazionali sul pensiero tomista, docente alla “Pontifica Università Urbaniana” di Roma. I festeggiamenti si chiuderanno sabato prossimo, giorno di festa del copatrono della “città di Maria”. Mentre via Valle sarà affollata per la tradizionale fiera mercato, un corteo storico con la presenza delle autorità civili e religiose da Piazza Marconi si porterà fino al Castello, dove alle 12, nella cappellina del Santo, sarà celebrata l’Eucaristia dall’Abate di Casamari, Dom Silvestro Buttarazzi. Nel primo pomeriggio saranno accolti i fedeli della comunità parrocchiale “Santa Maria in Piazza” di Fondi, altra località segnata dal passaggio del Dottore Angelico, che quest’anno si è legata in gemellaggio a Monte. Dopo la visita ai luoghi tomistici, la celebrazione conclusiva presso la Collegiata presieduta dal parroco di Fondi Don Guerino Piccione e concelebrata dall'arciprete Don Gianni Bekiaris assieme ad altri sacerdoti del territorio.

Sommario V A I S. Tommaso d'Aquino

<< - 08 - >> tratto da Giovedì 26 febbraio 2009   di Lorena Cinelli

Un libro per Mons Proja

mons Proja Un altro importante appuntamento vede coinvolta la Associazione Culturale Colli. Sabato pomeriggio in occasione del 27° anniversario del sodalizio culturale il presidente fondatore mons. Giovan Battista Proja, concelebrerà assieme a don Sergio Reali e don Marco Meraviglia nella splendida chiesa parrocchiale “S. Lorenzo Martire” una solenne messa di ringraziamento, alla presenza dei circa 40 soci che dal 1982 portano avanti il progetto di crescita non solo culturale di questo territorio. Subito dopo nella sala parrocchiale si svolgerà la presentazione del libro “Monsignor Proja testimone del Cristo Risorto”, scritto da Raffaele Grossi, edito nella collana dell'associazione “Quaderno n. 8” e realizzato grazie al sostegno per le spese tipografiche, dell'Amministrazione provinciale di Frosinone. “Su tutte le cose della Fede e della spiritualità cristiane è necessario avere le idee chiare” si legge nella prefazione del pregevole volume che in maniera semplice ma chiara racconta alcune vicende del decano dei canonici presso l'arcibasilica capitolina di S. Giovanni in Laterano. Relatore del libro sarà il professor Vittorio Capuzza, docente di diritto amministrativo all'Università “Tor Vergata” di Roma. Parteciperanno tra gli altri amministratori provinciali e comunali, oltre all'autore del libro che con la pubblicazione di questo volume ha dimostrato “un atto di filiale ossequio verso Mons.Proja (classe 1917) una figura affabile, predisposta per la carità, votata totalmente al sacerdozio e vicina a Dio.”

Sommario V A I Mons Proja

<< - 07 - >> tratto da Lunedì 09 febbraio 2009   di Lorena Cinelli

Mons. Spreafico in visita in città

momento visita del vescovo diocesano Un'accoglienza calorosa e davvero partecipata quella che la fervente comunità parrocchiale monticiana ha riservato al vescovo diocesano mons. Ambrogio Spreafico, nella mattinata di ieri, in occasione della sua prima visita alla “città di Maria”. In un clima cordiale il vescovo è stato dapprima ricevuto nella splendida sala consiliare ove troneggia l'affresco del “Dottore Angelico” dal sindaco Antonio Cinelli, alla presenza di tutti i consiglieri, oltre che di tanti cittadini, della dr.ssa Anna Mancini e di amministratori di Veroli e Boville. Nel suo intervento il primo cittadino dopo aver ripercorso brevemente la millenaria storia del “castrum Montis” e dei tanti illustri figli, ha sottolineato come “la famiglia sia il cardine di una società che ogni giorno va protetta da alcuni fenomeni di modernismo ed intolleranza, che non hanno legame con la nostra storia. - proseguendo – Per chi ha sane ambizioni nella vita e sente nel proprio esistere una responsabilità anche per le future generazioni, non è possibile ignorare Tommaso d'Aquino, che la storia ha voluto far conoscere alla nostra città. La forza della nostra città è proprio la capacità di coniugare storia e proiezione nel futuro, qui è facile sentirsi a casa perchè la vita si presenta con sapori forti e gentili, non nasconde le difficoltà, ma si fa amare nel presente per le sue radici autentiche, che la proiettano con forza ed originalità nel futuro.” All'illustre ospite sono stati donati un cesto contenente prodotti tipici di questa terra, oltre a un quadro raffigurante la Madonna del Suffragio e una copia dell'opera del Valasquez “Tentazione di Tommaso”, e non da ultimo, un personalizzato orologio da scrivania, dono del cavalier Antonio Mastromattei da Boston. Il vescovo nel suo breve ringraziamento ha sottolineato come sia orgoglioso di visitare questa città, da cui si gode un'ottima vista così ricca di storia e personaggi illustri. “Sono rimasto favorevolmente colpito da due aspetti di questa bella cittadina: Monte è stata per secoli città di frontiera e non da meno terra di emigrati, che sono andati via per cercare una vita migliore. Lasciare la propria terra natia non è facile, ecco perché oggi Monte deve esser una città che mostri un volto accogliente verso gli altri, in un momento difficile, non solo economicamente, ma soprattutto per i rapporti umani. Basta con il costruire confini verso gli altri, i malati, gli emarginati e gli ultimi che oggi vengono qui a trovare una vita migliore. - e riferendosi alla vicenda degli operai italiani in Inghilterra ha sottolineato che - noi italiani siamo un popolo che vuol bene agli altri, e questa è la missione di voi monticiani dovete vivere quotidianamente, abbattendo i confini della diffidenza, in un'Europa in cui non sappiamo accettare gli europei.” Al suono a festa delle campane il vescovo, accompagnato dall'arciprete don Gianni Bekiaris ha fatto ingresso nell'imponente chiesa di “S.Maria della Valle”, sotto lo sguardo benevole del simulacro ligneo della Madonna del Suffragio. Una chiesa gremita di fedeli, significativa la presenza di tanti bambini, che in maniera davvero composta hanno ascoltato “la parola di Dio, nel giorno del Signore, quando tutti ci ritroviamo fratelli, nella casa del Signore.” Nel suo breve saluto don Gianni ha ringraziato le varie confraternite dislocate sul comune per la loro presenza, oltre ai tanti fedeli che a vario titolo collaborano per il buon andamento della parrocchia, nel nome di Maria per una fede ancestrale che viene tramandata ai piccoli dal latte materno concludendo che “in sagrestia tutti trovano una porta aperta per i loro problemi, siamo un popolo che sa amare e fa del bene.”

Sommario V A I Foto visita

<< - 06 - >> tratto da Venerdì 06 febbraio 2009   di Lorena Cinelli

"Risorse naturali e paesaggistiche in Ciociaria"

momento premiazione 2008 E' stato reso pubblico nella mattinata di ieri, il bando di concorso della XXVII edizione del concorso letterario “La nostra terra”. Il prestigioso concorso letterario a premi istituito dall'Associazione Culturale Colli che si svolge sotto l'alto patrocinio della Presidenza della Giunta regionale del Lazio, dell'Assessorato alla Cultura dell'Amministrazione provinciale di Frosinone e dell'Amministrazione comunale di Monte San Giovanni Campano è aperto alla partecipazione di tutti gli studenti ed ha lo scopo di stimolare nei giovani una più appropriata conoscenza della Ciociaria e la divulgazione della cultura locale. Particolarmente interessante il tema proposto per questa edizione: Risorse naturali e paesaggistiche in Ciociaria. “La Terra è il regno dell’uomo. Il Dio che ha plasmato e fatto la terra e l’ha resa stabile, l’ha creata non come orrida regione, ma l’ha plasmata perché fosse abitata (Isaia 45, 18)”. - ci ricorda il fondatore del sodalizio, mons. Giovan Battista Proja - Riguardo alla Ciociaria, Egli ha profuso risorse in larga misura, e l’uomo ha trovato una regione accogliente, ubertosa e incantevole. Montagne, pianure, fiumi, laghi, angoli umidi, cascatelle, rivi, terme, sorgenti: ogni elemento del paesaggio ciociaro è apportatore di beni e ricchezze. L’ambiente prodigo di sostanze e di stimoli, fin dagli insediamenti primevi ha motivato lo sfruttamento dei boschi, dei prati, dei minerali, delle acque e del suolo, dei declivi e dei piani. Attratto dall’abbondanza delle risorse primarie e dalla varietà degli scenari armoniosi e seducenti, l’uomo già in tempi assai remoti ha colonizzato ogni sito della nostra regione. L’attività degli archeologi è interdetta dalla penuria dei fondi, altrimenti non basterebbe l’intera loro vita a riportare alla luce le innumerevoli vestigia di antichi abitatori, anch’esse parte integrante del paesaggio antropizzato. Certamente anche nelle nostre zone sono riconoscibili i guasti arrecati dall’uomo all’ambiente, perché la sensibilità ecologica è ancora da sviluppare, ma in Ciociaria l’apporto dell’antropizzazione è notevolmente positivo. Il panorama vario e sinuoso, chiuso all’orizzonte dai monti, presenta in primo e in secondo piano una chiostra di alture coronate da paesi e castelli, segnalati frequentemente da torri e campanili svettanti: alla vista l’animo degli stativi e dei visitatori trae sollievo e godimento. Fondando sulla dovizia di risorse e suggestioni che il paesaggio ciociaro offre, il concorso vuole essere uno stimolo e un incentivo perché ogni concorrente riscopra le attrattive della Ciociaria, privilegiando quelle del proprio paese e del distretto a lui più familiare.” “L’Associazione Culturale Colli ha stanziato 2700 euro da ripartire in premi ai primi tre classificati, delle categorie Scuola media Superiore, Inferiore ed Elementari. - interviene il presidente Franco Patrizi - Un concorso che da qualche anno promuove le nuove tecnologie, ed accetta la partecipazione di prodotti multimediali. In questo caso il lavoro va realizzato esclusivamente in formato html/flash, deve essere originale e non copia o trasposizione su supporto elettronico di analogo elaborato. La Commissione valuterà le varie parti componenti dei lavori che concorrono per questa sezione (testo, foto, audio, video), e gratificherà i meritevoli con premi che vanno dai 150 euro in su. Tutti gli studenti possono partecipare al concorso. Gli elaborati, possibilmente corredati di illustrazioni e di documenti riprodotti, vanno firmati e inoltrati all’Associazione proponente entro il 15 giugno, specificando per esteso la denominazione della Scuola, cognome e nome del concorrente, luogo ed altre info disponibili sul web, alla pagina http://assculturalecolli.too.it . Il formato delle pagine non deve superare le misure di cm 24 x 35. L’elaborato individuale non deve superare le 60 pagine. Sono ammessi i lavori di gruppo ma, in questa ipotesi, l’elaborato deve recare l’esatta specificazione del nominativo a cui intestare il premio, in caso di classificazione utile. Saranno valutate anche la citazione delle fonti e l’annotazione della bibliografia consultata. Il conferimento del premio costituisce credito formativo, mentre a ciascuna scuola rappresentata verrà rilasciato un attestato di benemerenza. L’Associazione tratterrà nel suo archivio gli elaborati, anche se non premiati, riservandosi la facoltà di riprodurli o pubblicarli liberamente, senza ulteriori autorizzazioni. Gli elaborati classificati meritevoli, a giudizio insindacabile di un’apposita Commissione, verranno premiati pubblicamente in ottobre. L’Associazione non esclude la possibilità di modificare il numero dei premiati e di aumentare o ripartire altrimenti le somme messe in palio, su proposta della Commissione giudicatrice o ancora, di corrispondere in libri e materiale didattico i premi della categoria Scuola Elementare. Se entro settembre giungerà un contributo da parte della Regione Lazio, la nostra associazione sarà ben lieta di incrementare i premi e di aumentare il numero dei premiati, come già avvenuto nelle precedenti edizioni.” Presidente a quando la premiazione del concorso? “Grazie alla sensibilità ed grande attenzione dimostrata verso questa nostra lodevole iniziativa culturale, dal “mecenate” il prefetto dr. Piero Cesari, quest'anno la cerimonia di premiazione si svolgerà nell'imponente salone di Rappresentanza della Palazzo del Governo di Frosinone, nella mattinata di sabato 10 ottobre 2009.” Forza studenti ciociari, allora, tutti a scrivere...

Sommario V A I Bando concorso V A I Foto 2008

<< - 05 - >> tratto da Mercoledì 28 gennaio 2009   di Lorena Cinelli

Due monticiani premiati ieri in Prefettura

momento premiazione Nella cornice suggestiva del Salone di Rappresentanza della Prefettura si è svolta nella mattinata di ieri la “giornata della Memoria” e la consegna delle onoreficenze a Cavaliere e Commendatore. Ad accogliere i premiati, le autorità civili, militari e religiose della Ciociaria il padrone di casa, dr. Piero Cesari, accompagnato dalla gentile consorte Anna Querqui. Una cerimonia semplice ma quanto mai suggestiva e significativa al tempo stesso, ben curata dal competente staff dell'Utg, ed aperta con le note dell'Inno di Mameli, è stata la consegna delle Medaglie d’Onore per i Deportati e internati Italiani nei lager nazisti che il Presidente della Repubblica ha voluto concedere nella “Giornata della Memoria”, dedicata alla Shoah. “In tale occasione ho ritenuto opportuno procedere anche alla consegna delle onorificenze “al Merito della Repubblica Italiana”, - ha sottolineato il prefetto - anch’esse concesse dal Presidente a cittadini che con il loro operare quotidiano hanno onorato i valori della nostra Costituzione, nata proprio da quelle dolorose ferite che lacerarono l’anima del popolo italiano.” In prima fila il vescovo diocesano Mons. Ambrogio Spreafico, assieme al vicepresidente della Provincia, Filippo Materiale, ed il procuratore generale del tribunale di Frosinone dr.ssa Margherita Gerunda, con i vertici delle forze dell'ordine provinciale, oltre ad una nutrita rappresentanza di studenti del Liceo “Turriziani” con i sindaci delle Città da cui provengono i destinatari delle medaglie d’onore e delle onorificenze, “perché hanno voluto condividere con i loro concittadini questo particolare momento che ci unisce tutti in un comune ideale. - ha sottolineato il dr. Piero Cesari - E’ un segno che evidenzia come la Repubblica, in tutte le sue sfaccettature, sia coesa e tesa al raggiungimento del bene comune.” “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza (recita l'art 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948 a Parigi ) Cosa questa totalmente assente in quel periodo drammatico e triste in cui il buio della notte calò sulla nostra storia. Il 27 gennaio 1945 truppe dell’Armata Rossa entrarono nel Campo di sterminio di Auschwitz Birkenau trovandosi di fronte al più grande orrore dell’umanità: la realtà aveva di molto superato l’immaginazione. - ha ricordato tra l'altro il prefetto - Uomini, donne, vecchi, bambini, sterminati da una furia bieca e cieca che si accanì contro l’uomo solo perché questi era di una razza diversa. Mano mano furono liberati dagli alleati altri posti di dolore e di sterminio come Mauthausen, Buchenwald, Belzec, Sobibor, Treblinka e non solo: ove in modo scientifico si procedeva al genocidio di un popolo. Uomini e donne più deboli, giunti nei campi, dopo una sommaria selezione, venivano immediatamente uccisi nelle camere a gas e i loro corpi bruciati, mentre i più resistenti venivano avviati, come schiavi, nelle fabbriche situate dentro o attorno al campo. Alcuni internati erano costretti anche a lavorare alla rimozione dei cadaveri e allo sfruttamento dei corpi: i denti d’oro venivano estratti e i capelli delle donne (tagliati a zero prima che entrassero nelle camere a gas) venivano riciclati per la produzione industriale di feltro (il giorno della liberazione di Auschwitz furono rinvenute 8 tonnellate di capelli umani, già imballati e pronti per il trasporto). Il calvario del popolo ebreo iniziò nel lontano 1933 per proseguire nel settembre 1935, con le leggi di Norimberga, raggiungendo l’apice nel novembre del 1938, con quella pagina che la storia ricorda come la “Notte dei cristalli”. Si calcola che alla fine della seconda guerra mondiale persero la vita circa sei milioni di ebrei. Le condizioni di abbruttimento ed annichilimento della persona umana sono state riportate nel capolavoro di Primo Levi, “Se questo è un uomo” deportato anch’egli ad Auschwitz-Birkenau e miracolosamente sopravvissuto. Per non dimenticare e tramandare ai giovani questa memoria si celebra oggi in tutta Italia questo evento nel quale per volontà del Presidente della Repubblica vengono consegnate le medaglie d’onore a 802 sopravvissuti a quell’orrore. Nello stesso anno dell’adozione della Dichiarazione dell'Uomo entrava in vigore in Italia anche la nostra meravigliosa Costituzione, che fa propri questi valori in cui la dignità dell’uomo, l’uguaglianza, la solidarietà, il rispetto, la democrazia, la libertà che rappresentano il profumo di quei fiori germogliati dalle tenebre di quell’orrore, vinto dalle luci della nuova alba tinta di rosa. Fra queste luci brillano le figure dei nostri otto concittadini, di cui cinque sono la testimonianza vivente delle sofferenze patite e va a loro, dunque, il giusto riconoscimento della Nazione per aver saputo sopportare la malvagità dell’uomo e si ergono come punti di riferimento per le nuove generazioni a cui è rivolto questo forte messaggio: la libertà e la pace devono sempre prevalere sull’arroganza e sul sopruso. Oggi 27 gennaio 2009 ricorre il 64° anniversario in cui fu liberato il primo campo di sterminio di Auschwitz Birkenau. Da quel momento inizia il riscatto dell’Europa e dell’Italia per risorgere dalle macerie di una guerra che ha portato lutto, desolazione e distruzione, anche in questa nostra bella Terra di Ciociaria. Terra che ha subito dal settembre 1943 al maggio 1944 una serie violenta di bombardamenti che in proporzione sono stati superiori a quelli subiti da tutte le altre Province della Penisola. - ha proseguito il prefetto - Le onorificenze al “Merito della Repubblica Italiana” che vengono oggi consegnate nel quadro della “Giornata della Memoria”, altro non sono, infatti, che riconoscimenti per meriti acquisiti in anni di servizio e di dedizione alle attività quotidiane su questo territorio. Rendere pubblicamente onore, con un titolo formale e giuridico, esprime l’alta considerazione che viene riconosciuta a voi per le virtù possedute, l’onestà di intenti praticati, il rispetto esercitato dei valori che avete espresso in ogni circostanza del vostro operare. E’ riconoscervi che siete stati esemplari e che, dunque, avete meritato, sul campo, la stima e il rispetto dello Stato. Rendere a voi gli onori meritati significa, al contempo, impegnarvi a continuare con lo stesso spirito a servire le Istituzioni democratiche e la gente di questo meraviglioso Paese. So che vi sentite anche voi orgogliosi e fieri di questo onore che oggi vi viene riconosciuto e concesso. Ne siete stati degni. Sappiate che da oggi dovrete ogni giorno esserne sempre più degni. Siete stati onorati e vi sentite oggi onorati. Dovete continuare ad onorare con il vostro impegno,con il vostro esemplare comportamento, con l’intelligente rispetto delle regole, con il senso dello Stato, che è senso dell’interesse generale, il vostro glorioso cammino. Dovete coltivarlo questo senso dell’onore di cui oggi, attraverso questa formale investitura, voi diventate degni custodi. Come tali anche garanti dei valori e delle tradizioni che ci impongono di rispettare i cittadini servendo le loro esigenze e di essere rispettati da loro proprio in virtù di questo Servizio reso con onore. - concludendo - Questi sono i motivi per i quali ho voluto inserire tali riconoscimenti in questa giornata dedicata alla “Memoria”, per sentirci sempre più forti ed uniti a difesa dei valori della libertà e della democrazia, onorando, così, il sacrificio di chi ci ha donato questi beni preziosi.”

momento premiazione Nel suo breve e dotto intervento l'illustre prof. Marcello Carlino ha illustrato il senso e il significato della “giornata della memoria” sottolineando tra l'altro come “la memoria sia parte attiva della nostra storia per non ripetere gli orrori di quel periodo. Il futuro che possiamo costruire deve far testimonianza attiva di quel nefasto momento storico. - ha concluso il relatore - Il valore del giorno della memoria è fondamentale e tragicamente forte grazie al messaggio di vita che milioni di vittime hanno lasciato scritto in maniera indelebile.”
Le medaglie d’Onore per i Deportati e internati Italiani nei lager nazisti ai deportati ciociari concesse dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano sono state consegnate dal prefetto di Frosinone dr. Piero Cesari a Loreto Basile di Vico nel Lazio, Folco Capuano di Santopadre, Alfredo Gabriele di Arpino,
Luigi Patrizi di Monte S. Giov. Campano,
ed Angelo Tirocchi di Trevi nel Lazio, oltre ai familiari degli scomparsi Mario Rodolfo Conte di Sora, Antonio Leonardi di Cassino e Pompilio Prili di Serrone. Le onorificenze “al Merito della Repubblica Italiana” sono state consegnate ai neo Cavalieri: Manuela Bruno di Paliano, Roberto Caligiore di Ceccano, Bruno Caponi di Frosinone, Maria Antonietta Corbo di Castrocielo, Vincenzo Costanza di Alatri, Sante De Angelis di Anagni, Egidio Igliozzi di Frosinone, Patrizio Maiuri di Ceprano, Vincenzo Maura di Ceccano, Vincenzo Paniccia di S. Giovanni Incarico, Nicotra Salvatore e Nicola Palombi di Trevi nel Lazio, il collega Alessio Porcu di Aquino, Gennaro Sciarretta di Fontana Liri, Renato Serrelli di Frosinone, Maurizio Tucciarelli e Giancarlo Urciuoli di Fiuggi, Silvana Vecchio di Cassino e
Vincenzo Viola di Monte San Giovanni Campano.
Ai due alti dirigenti della Polizia di Stato Mino De Santis ed Roberto Razzano è stata consegnata l'onorificenza di Commendatore, dalle mani del prefetto (che è stato anche un loro insegnante). Tutti i premiati erano accompagnati dai sindaci dei comuni interessati (assente solo quello di Trevi nel Lazio) e per le forze dell'ordine dai comandanti provinciali dei Carabinieri colonnello Sparagna e della Guardia di Finanza colonnello Salati, oltre al questore di Frosinone Alfonso Maria La Rotonda.

Sommario V A I Foto presentazione libro

<< - 04 - >> tratto da Martedì 06 gennaio 2009   di Lorena Cinelli

Un libro per raccontare Monte e Canneto nei secoli

momento presentazione libro Una pregevolissima strenna natalizia è stata presentata al cospetto di un foltissimo e calorosissimo pubblico, nei giorni scorsi a Chiaiamari. “Monte S.Giov. Campano e Canneto nei secoli” un viaggio nella storia millenaria del “castrum Montis Sancti Johannis”, scritto dallo storico locale Valentino Visca. Alla presenza del sindaco Antonio Cinelli e del neo assessore alla cultura di palazzo Gramsci, Paola Menichetti (enti che hanno sostenuto parte delle spese dell'iniziativa letteraria), nel confortevole palatenda “Chiaiamari-fare night”, ottima l'organizzazione dell'associazione culturale Caio Maio, (in prima fila presenti anche consiglieri di minoranza a qualche futuro candidato allo scranno più alto di piazza Marconi), il prof. Stefano Gizzi ha illustrato ai presenti il valore di un volume, diviso in due tomi, che con grande precisione e metodicità, ha raccontato, come è nel consolidato stile del ,aestro Visca, attraverso la lettura di tanti documenti, molti dei quali inediti e numerose pergamene, “scovate” spulciando all'interno di varie biblioteche non solo ecclesiali della provincia, grazie alla disponibilità di numerosi bibliotecari ed appassionati di storia locale. Un lavoro certosino, svolto con grande impegno e dedizione dall'allievo prediletto di dom Atanasio Taglienti, che assieme a Pio Valeriani hanno gettato le fondamenta di una scuola di ricerca storica sul territorio, e che ha lasciato proficuo il segno dell'amore ed attenzione verso la storia locale. La particolarità di questo volume, oltre alla consistenza dei due tomi, quasi 900 pagine in tutto, racchiuse in un cofanetto (ottimo il lavoro svolto dalla Tipografica Frusinate), sta anche nel fatto che per le spese di stampa delle 1000 copie di questa prima edizione, sono intervenuti alcuni imprenditori locali da Severino Raponi a Marcello Iafrati, passando per Gian Luigi Raponi, Arturo Visca, Sandro Barziné, Perluigi Raponi, ed ancora in forma privata, Donato Traversari, Mario Buttarazzi ed Antonio Cinelli. “La vostra disponibilità è indice di profondo amore per la terra natia, è ansia di scoprire il nostro passato, non per mera curiosità, ma per conoscere i processi evolutivi e le vicissitudini dei nostri avi. - si legge nelle prime pagine del volume – Voi oggi con questo nobile gesto avete eretto sul suolo monticiano un monumento di liberalità “aere perennius... piramimidus altius” (come citava Orazio) ed additato ai più abbienti il sacro dovere di contribuire all'elevazione culturale del nostro territorio. Il vostro atto, unico in Monte, sia di luce e guida a quanti sentono parte di sé gli eterni valori della storia.” Un volume tutto da leggere, d'un fiato vista la scorrevolezza dei capitoli, che partono dal torrente Amaseno e la leggenda di Metabo e Camilla, per concludersi al tentativo di ritorno alla vecchia denominazione di Monte San Giovanni (2003), oltre ad un capitolo dedicato alle vicende del castello ducale (residenza coatta di S. Tommaso d'Aquino 1244-45). Il volume è stato distribuito gratuitamente a tutti i presenti.

Sommario V A I Foto presentazione libro

<< - 03 - >> tratto da Martedì 06 gennaio 2009   di Lorena Cinelli

Un calendario per raccontare S. Tommaso d'Aquino

il nostro Domenico Primotici A contorno della presentazione del volume di Valentino Visca “Monte S. Giovanni Campano e Canneto nei secoli”, le hostess del sodalizio culturale “Caio Maio” hanno distribuito al folto pubblico presente al palatenda di Chiaiamari il calendario 2009 edito dal comune, che ha come filo conduttore “Sul cammino di San Tommaso d'Aquino: città di Roccasecca, Monte, Maenza e Priverno”, accompagnato dal saluto del primo cittadino monticiano Antonio Cinelli. “Cari cittadini, in questo anno appena iniziato c'è bisogno di ritrovare le nostre forze, la fiducia in noi stessi, la nostra storia, per non soffrire il presente e fare grande il nostro futuro. Dobbiamo e possiamo farcela, proprio perché la terra di Ciociaria, dove Tommaso d'Aquino nacque, visse e mori, ha un prestigio culturale ancora tutto da scoprire, da conoscere e non da ultimo difendere. Abbiamo voluto portare nelle vostre case, questo calendario (che racconta la vita del Dottore Angelico con le rare e pregevolissime incisioni al bulino del 1610 opera di Ottone Von Veen) momenti della storia di un uomo che ha cambiato il modo di pensare, di considerare la vita e di andare con la speranza oltre le difficoltà del momento. La forza ed il coraggio sono i momenti della ratio confortata fide, che troveremo quest'anno nella pagine dei mesi che ricorderanno a tutti l'esempio dell'Aquinate. - concludeva l'intervento – A volte il male di vivere può essere vinto, conoscendo il pensiero antico di chi vide i tramonti, l'alba e le valli della nostra terra. L'augurio che arriva nelle vostre case è quello di ritrovare e mantenere la gioia di vivere, pensando a chi ha mosso la storia senza mercati e finanza, ma con la sola forza del pensiero dell'uomo. Auguri a tutti da Antonio Cinelli.” Ben curato graficamente il calendario 2009, in cui i cittadini trovano numerose notizie sulla composizione dell'ente e numeri utili per le emergenze, oltre ai tanti appuntamenti spirituali, culturali e sportivi, si avvale del patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Frosinone e della Associazione Nazionale Città dell'olio”

Sommario

<< - 02 - >> tratto da Martedì 06 gennaio 2009   di Lorena Cinelli

Domenico Primotici sbarca sul serale di Amici

il nostro Domenico Primotici Grande è la soddisfazione di tutti i monticiani, ma possiamo scrivere tranquillamente di tutti i ciociari, per l'ingresso nella trasmissione serale di Amici, programma di Maria De Filippi, del ballerino Domenico Primotici. A sorpresa, non certo per gli addetti ai lavori, conoscendo la grande determinazione del giovanissimo ballerino, Domenico ha superato le durissime selezioni del concorso, con tanto di striscia pomeridiana su Canale 5 e da lunedì debutterà in prima serata, nella trasmissione seguita da milioni di spettatori. Una gran bella soddisfazione personale per il tenace ballerino, che studia danza da oltre 11 anni. La sua insegnante di danza, Donatella Paglia, titolare dell'attrezzatissima palestra colligiana “Full Energy” ha da subito creduto in lui, perché sin dal primo giorno il bambino ha fatto capire che sarebbe diventato un gran portento nel ballo. Anche al suo insegnante di danza classica il M° Alberto Amelia ha sempre pensato che un giorno si sarebbe parlato e molto bene di Domenico. Dopo tanti anni di sacrifici, prove, impegno, determinazione e grande caparbietà si è avverato il sogno di arrivare a Canale 5, in una trasmissione cult per i giovani che credono nelle proprie capacità artistiche e non solo. Non è stato certo facile il cammino, all'interno di Amici, con qualche incomprensione di troppo con un'insegnante, ma il pubblico ha ripagato in maniera convinta la grinta e la buonafede del grintoso Domenico, che si è classificato al 10 posto sui diciassette concorrenti, che avevano fatto ingresso lo scorso ottobre nella scuola più famosa d'Italia. Un sogno che si sta avverando per il diciottenne ballerino colligiano. E mentre sul web sono nati già vari forum per sostenerlo, più di prima tutti noi ciociari dobbiamo sostenere con grande forza il giovane ballerino, che gareggia nella squadra bianca, con il televoto. “Dai Domenico sei uno di noi e tutti noi tifiamo per te”.

Domenico Primotici V A I Sommario V A I Per votare e sostenere Domenico

<< 01 >> tratto da Sabato 03 gennaio 2009 di Lorena Cinelli

L'Avis monticiana festeggia 500 donazioni

Anche quest’anno la sezione comunale AVIS di Monte San Giovanni Campano ha voluto salutare l’arrivo dell'anno nuovo, festeggiando con i propri donatori e sostenitori presso il ristorante L’Orione la strepitosa campagna raccolte dell’anno appena trascorso. Le donazioni di prezioso sangue raccolte durante il 2008 nella locale sezione AVIS di via Valle dall'infaticabile personale qualificato del Centro trasfusionale di Frosinone sono state ben 420. Particolarmente soddisfatto (e ne ha ben donde) il presidente Francesco Caldaroni per aver centrato ma addirittura superato l’obiettivo di 400 donazioni fissato durante la festa sociale di fine 2007, ed alla fine della serata visibilmente emozionato ha voluto ringraziare il personale medico, ad iniziare dal Dr Gigliotti, con le infermiere, Francesca e Gina che gestiscono le raccolte in sede, “con la loro elevata professionalità e modi garbati di operare, danno tranquillità e sicurezza ai donatori”. Il ringraziamento più sentito il “presidentissimo” lo ha rivolto al tempo stesso a tutti i donatori presenti ed assenti alla cena sociale, che “con tanta responsabilità e impegno rispondono alle convocazioni per le raccolte periodiche. Saremo senza dubbio dei buoni organizzatori noi del direttivo, come sostengono tutti gli iscritti, ma se non ci fossero i volontari non potremmo mai raggiungere questi eccellenti risultati. Risultati che sono e resteranno sempre di tutti i donatori monticiani e non solo.” Una nota di ringraziamento è stata rivolta alla simpaticissima Nella “la pasticciera del team” che con le sue crostate allieta i donatori nella colazione post donazione. Anche quest’anno i presenti hanno voluto azzardare un pronostico per l’anno 2009. Alla domanda “cosa vogliamo fare l’anno prossimo? L’assemblea all'unisono ha risposto senza alcun dubbio: “quota 500 donazioni”. L’impegno preso è quello di cercare nuovi donatori confermando e sensibilizzando sempre più gli iscritti. L’inizio della serata è stato salutato dal sindaco Cinelli che ha voluto congratularsi con tutti i donatori e organizzatori, che in così pochi anni, hanno dato concretezza a questa iniziativa sociale, raggiungendo livelli davvero insperati. Le raccolte 2009, smaltiti i bagordi natalizi, inizieranno sabato 11 gennaio per proseguire nel rispetto del calendario presentato ai responsabili del Centro Trasfusionale provinciale. Ad maiora ai sensibilissimi avisini monticiani.

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